Vuoi vincere facile (due)? Essere o Avere: scopri la distonia!

Hai scoperto che il tuo collega appartiene alla distonia dell’Essere?

Magari la tua fidanzata ti sembra invece dell’Avere?

Che fare, come comportarsi per “vincere facile” e per ottenere quello che vuoi ottenere?

Prima una piccola ma decisiva precisazione: ci agganciamo e per noi diventano importanti le persone che ci procurano una stimolazione emotiva. È la tensione emotiva che muove l’individuo, è il cibo energetico dell’inconscio che si lascia attrarre anche da ciò che la parte logica giudica negativo e sconveniente.

Nella prima parte abbiamo visto che il coinvolgimento dell’Essere e dell’Avere è sempre relativo al possesso di cosa, idea e persona, con una grande differenza però: che l’Essere si aggancia al desiderio e vive il vincolo per il possesso mentre l’Avere si aggancia al possesso e vive il vincolo del desiderio.

Ti spiego cosa significa tutto questo con un paio di esempi.

Prometti di chiamare la tua partner, che appartiene alla tipologia dell’Essere, alle 18,00 per programmare la serata. Lei aspetta la tua chiamata, è in ansia per il telefono che non squilla; tu che cosa fai per coinvolgerla ancora di più emotivamente? La chiami alle 18,30, meglio ancora alle 19,00 e amplifichi il suo desiderio di sentirti, la lasci desiderare. La sua parte emotiva si aggancerà alla grande e non ti preoccupare, invece, se la sua parte logica ti rimprovererà e dirà che sei il solito inaffidabile: va bene così!

In ogni contesto, all’Essere sottrai il possesso in generale e otterrai il suo forte aggancio emotivo!

Tra qualche giorno è il compleanno della tua fidanzata, che appartiene alla tipologia dell’Avere, hai già acquistato il regalo, glielo dici, le dici che vuoi farle una sorpresa; lei si agita, scatta il vincolo al desiderio e la voglia di possesso immediato; se le fai la sorpresa e le consegni il regalo la sera prima del compleanno, le garantisci un gradimento emotivo sopraffino. Magari ti dirà che sarebbe stato meglio aspettare il giorno del compleanno, ma intanto ha posseduto e tu sai che hai fatto in modo che accadesse esattamente ciò che il suo inconscio voleva che accadesse.

In ogni contesto, all’Avere togli il senso di desiderio in generale e otterrai il suo forte aggancio emotivo!

Ora un piccolo test.

Sei in riunione con dei clienti importanti, ti squilla il cellulare, è una persona che conosci e per educazione rispondi dicendo: Scusa Marco sono in riunione, ti richiamo più tardi, ora non posso parlare.

Marco risponde: Scusa non volevo disturbarti ci sentiamo più tardi senza problema e interrompe la comunicazione.

Sei sempre in riunione con dei clienti importanti, ti squilla il cellulare, è una persona che conosci e per educazione rispondi dicendo: Scusa Giovanni sono in riunione, ti richiamo più tardi, ora non posso parlare.

Giovanni risponde: Ah, si non volevo disturbarti … solo un attimo, ti ricordi quel cliente …

Marco replica: Giovanni, ora non posso parlare sono impegnato …

E Giovanni: Capisco, ma era solo per dirti che …

Ecco il test: tra Marco e Giovanni chi appartiene alla distonia dell’Essere e chi alla distonia dell’Avere?

Marco è dell’Essere, si scusa per la telefonata (senso di colpa), interrompe subito, non vuole disturbare.

Giovanni è dell’Avere, vuole possedere l’attenzione del suo collega, fino a diventare maleducato. Il fatto che possa essere inopportuno non lo tocca neanche un po’ e il senso di colpa non gira mai dalle sue parti!

Con l’Essere allontana l’obiettivo: si coinvolge nel desiderare!

All’Avere fai sentire che avrà più di quello che si aspetta: si coinvolge nel possesso!

A proposito, all’Essere non fare complimenti: non li gradisce emotivamente! Te ne accorgi perché subito dopo che riceve il complimento oscilla indietro con il corpo, o magari si gratta il naso o, ancora, si schiarisce la voce! Il fatto è che l’Essere ha una buona opinione di sé e il tuo complimento lo avverte come un ulteriore e superfluo possesso di cui farebbe volentieri a meno e tu, con le migliori intenzioni, parti subito con il piede sbagliato.

Con l’Avere è esattamente l’opposto: non ha un buon ideale di sé e apprezza il tuo complimento. È un possesso immediato che gli metti sul piatto, che prende al volo e per il quale ti restituisce qualche bel segnale non verbale di gradimento. Il primo fra tutti è venire avanti con il corpo, poi magari un bel mordicchiamento del labbro. Hai raggiunto il tuo obiettivo!

Vuoi vincere facile?

Scopri la tipologia analogica di chi hai di fronte e ottieni tutto quello che vuoi!

Prima parte

La distonia Essere e Avere

essere_avere_tipologie

Il vissuto dalla nascita all’adolescenza all’interno della famiglia a contatto con papà e mamma comporta delle tappe evolutive che definiscono aspetti importanti della personalità dell’individuo, aspetti che rimarranno tali per tutta la vita. Identificare queste tappe evolutive e i conseguenti profili psicologici a cui hanno dato origine significa comunicare con l’altro in modalità più efficaci: sappiamo come “prendere” l’altro, come toccare i giusti tasti che lo coinvolgono, come regolare la comunicazione per raggiungere gli obiettivi che ci stanno a cuore. Per esempio:

  • per vendere un prodotto.
  • per sedurre una persona desiderata.
  • per persuadere un collega.
  • per ottenere una qualsiasi cosa che ci sta a cuore.

Si tratta di osservare, ascoltare, stimolare, insomma essere partecipi di una comunicazione sempre attiva in cui lo stimolo all’altro e la lettura dei suoi comportamenti di risposta ci forniscono preziosi feedback per arrivare alla definizione certa della sua tipologia.

La prima importantissima tappa di questo percorso riguarda quella che, nel linguaggio delle discipline analogiche, definiamo la tipologia distonica Essere o Avere. Tutti su questo pianeta, nessuno escluso, appartengono prevalentemente a una o all’altra di queste due grandi famiglie.

Il primo esercizio di applicazione pratica, dopo aver letto quanto segue, è valutarsi e valutare chi ci circonda, parenti, amici, partner, colleghi, per individuare la loro appartenenza alla distonia dell’Essere o alla distonia dell’Avere. Ecco i due identikit nelle loro linee generali.

Essere / Avere

Naturalmente entrambi vivono momenti di sofferenza:

La sofferenza dell’essere: desidera e soffre per il poco possesso, si crogiola nel ruolo passivo del desiderio piuttosto che “a fare” per il possesso.

La sofferenza dell’avere: possiede ma non desidera abbastanza ciò che possiede. Passa subito all’azione, macina possesso ma poi, dopo, non desidera ciò che possiede.

Allora, sei prevalentemente Essere o Avere?

In quale dei due profili ti riconosci maggiormente?

E intorno a te? Hai identificato chi sicuramente appartiene all’una o all’altra distonia?

 Ricorda, le discipline analogiche sono fatte prevalentemente di pratica, di esercizio costante, di osservazione… comincia da qui in attesa del prossimo step in cui apprenderai, una volta identificata la tipologia distonica, a come interagire con successo con l’una o con l’altra.

Perché a parità di contenuto, il “come” da usare con l’Essere è ben diverso dal “come” da usare con l’Avere! 

 

Percorso evolutivo personale e tipologie analogiche

Il vissuto dalla nascita all’adolescenza all’interno della famiglia a contatto con papà e mamma comporta delle tappe evolutive che definiscono aspetti importanti della personalità dell’individuo, aspetti che rimarranno tali per tutta la vita. Identificare queste tappe evolutive e i conseguenti profili psicologici a cui hanno dato origine significa comunicare con l’altro in modalità più efficaci: sappiamo come “prendere” l’altro, come toccare i giusti tasti che lo coinvolgono, come regolare la comunicazione per raggiungere gli obiettivi che ci stanno a cuore. Per esempio:

  • per vendere un prodotto,
  • per sedurre una persona desiderata,
  • per persuadere un collega,
  • per ottenere qualcosa che ci sta a cuore e che vogliamo ottenere.

Si tratta di osservare, ascoltare, stimolare, insomma essere partecipi di una comunicazione sempre attiva in cui lo stimolo all’altro e la lettura dei suoi comportamenti di risposta ci forniscono preziosi feedback per arrivare alla definizione certa della sua tipologia.

Più precisamente, secondo le discipline analogiche la personalità dell’individuo si costituisce lungo un percorso evolutivo che vede le sue tappe fondamentali a partire dalla nascita fino all’adolescenza e poi fino al momento importante in cui ci si proietta nel mondo dopo aver abbandonato il nido familiare.

La prima importantissima tappa di questo percorso riguarda quella che, nel linguaggio delle discipline analogiche, si definisce la tipologia distonica Essere o Avere. Tutti su questo pianeta, nessuno escluso, appartengono prevalentemente a una o all’altra di queste due grandi famiglie. La distonia nasce dalla sofferenza conseguente alla risposta dei genitori e dell’ambiente alle esigenze manifestate dall’infante (cibo, calore, contatto, pulizia, ecc …), risposta che è stata percepita come eccessiva o come carente.

Per tutta la vita a seguire la persona andrà a cercare esattamente l’inverso delle situazioni percepite: chi ha avuto troppo, si coinvolgerà più nel desiderare che nel possedere, chi ha avuto poco, al contrario, desidererà possedere piuttosto che desiderare.  Un’analisi riflessiva difficilmente arriva alla verità per fatti lontanissimi avvenuti quando eravamo troppo piccoli per ricordarli ora, eppure quelle esperienze interiorizzate creano uno schema di lettura della realtà che sarà attivo per tutta la vita.

La seconda tappa evolutiva riguarda la formazione della natura di relazione che, nel linguaggio delle discipline analogiche, viene definita come Base o Alterata; sono due stili comportamentali caratteristici del segmento specifico della comunicazione con gli altri. Le persone inizialmente appartengono tutte alla tipologia base, ma può accadere che nella vita il rapporto con i due genitori attivi la necessità di uno scatto adattivo per “sopravvivere” all’interno di un contesto familiare vissuto come difficile. Ed ecco il passaggio dalla natura di relazione base a quella alterata. La persona diventa diplomatica e iperlogica in quanto, per un’accentuata conflittualità con uno dei due genitori, è costretta ad acquisire dei ruoli per i quali la parte istintiva emozionale viene compressa da quella logico-razionale. L’alterazione significa adottare un comportamento diverso nei confronti del genitore più conflittuale per sopravvivere in famiglia quando c’è una comunicazione fortemente simmetrica. È una sorta di spersonalizzazione consapevole per riconquistare la complementarietà nell’ambiente familiare.

La terza tappa evolutiva, conseguente alle due indicate sopra, porta alla formazione della tipologia analogica della personalità. Questo ulteriore scatto evolutivo vive e si alimenta nel rapporto dell’individuo con i due genitori, visti come tali, cioè come papà e mamma, ma visti anche come rappresentanti del genere maschile e del genere femminile. C’è quindi un comportamento e degli atteggiamenti che la persona vive nel rapporto diretto con ciascuno dei due, ma c’è anche la sua osservazione dall’esterno dell’interazione tra i due, che si snoda nel bene o nel male, nell’accordo o nel conflitto. Tutti, nessuno escluso, abbiamo una conflittualità più accentuata con uno dei due genitori e abbiamo un atteggiamento morbido e giustificante o duro e diffidente verso l’altro genitore quello che viene definito “buono”, per distinguerlo da quello conflittuale. La tipologia analogica nasce e si consolida in questo psicodramma quotidiano che caratterizza la triade familiare e cioè l’individuo, il papà e la mamma o i loro sostituiti in casi di particolari traversie familiari. La triade costituisce l’humus che accoglie, crea e fa sviluppare le radici della persona, che rimarranno tali per tutta la sua esistenza.

Per concludere questa prima breve analisi delle tipologie comportamentali, abbiamo definito le quattro variabili all’interno delle quali si formano e si consolidano

  1. Sesso:  Maschio o femmina
  2. Distonia:  Essere o Avere
  3. Natura di relazione: Base o Alterata
  4. Conflittualità: Padre, Madre o se stessi

Individuare la tua tipologia analogica di personalità e quella di chi ti circonda non serve per organizzare qualche gioco di società!

È indispensabile per apprendere a comunicare bene con te stesso e con gli altri, e cioè a creare il precursore indispensabile per raggiungere benessere interiore e ottima qualità della vita.

I segreti della Comunicazione Ipnotica per raggiungere gli obiettivi della vita

Una comunicazione efficace e consapevole spiana la strada al raggiungimento degli obiettivi della vita in tutti i campi, da quello familiare a quello affettivo-sentimentale a quello professionale. In genere si pensa che comunicare sia un fatto spontaneo ed automatico che apprendiamo fin dai primi mesi di vita e che poi perfezioniamo con il passare degli anni. In realtà non è così semplice: lo dimostra il fatto che alcune persone risultano campioni di comunicazione e mietono successi negli affari e negli amori; altri, al contrario, sono impacciati, timidi, timorosi e vivono nella costante frustrazione del “vorrei ma non posso”, consapevoli delle opportunità che perdono, giorno dopo giorno. Qualcuno pensa che la capacità di comunicazione è un fatto innato, una qualità che ci viene da madre natura, che si ha o che non si ha. Ma anche questa tesi non funziona. Certo, ci sono persone che per la loro struttura caratteriale e temperamentale risultano più estroverse ed espansive rispetto ad altre; in realtà però, tutti possono raggiungere livelli di efficacia nella loro comunicazione: cambia il punto di partenza e la durata del tragitto ma il traguardo è a disposizione di tutti. Venditori, docenti, consulenti, professionisti, persone che sono chiamate a parlare in pubblico, tutti possono trarre enorme giovamento dalle tecniche di comunicazione che insegniamo nella nostra Scuola di Comunicazione.  Noi lavoriamo alla scoperta o, meglio, alla ‘riscoperta’ della dimensione emotiva della comunicazione, quella che coinvolge, che dà carisma, che ottiene il consenso in tutti i campi.

“Chi chiede è un perdente, chi ottiene è un vincente”

Ecco il pensiero che devi far tuo per comprendere la forza di una capacità di comunicare che non è diretta semplicemente all’informazione dell’altro ma ad ottenere dall’altro assenso e consenso ed ecco perché parliamo di Comunicazione Ipnotica, quella che consente alla persona di entrare in contatto con la sfera emotiva dell’interlocutore dando e leggendo le microtensioni che scaturiscono da ogni relazione significativa. Sono due le aree principali che definiscono il percorso di Comunicazione Ipnotica:

La comunicazione non verbale

Divenire esperti di comunicazione non verbale significa fare propri i segreti del linguaggio del corpo, i segni, i gesti e le posture e cioè il vero linguaggio emotivo che ci parla dell’altro a sua insaputa e ci fa comprendere cosa gradisce e cosa non gradisce per una comunicazione sempre coinvolgente e stimolante. La comunicazione non verbale permette di leggere in tempo reale tutti i carichi tensionali vissuti dall’interlocutore, i segnali di rifiuto e di gradimento relativi alla comunicazione oggetto della relazione.

La comunicazione simbolica

Il simbolismo permette di identificare la tipologia comportamentale dell’individuo attraverso le forme geometriche ancestrali dall’Asta, del Triangolo e del Cerchio che rappresentano le chiavi di accesso universali all’emotività dell’individuo. Scoprire la propria tipologia emotiva e quella delle persone con cui interagiamo significa trovare la chiave di accesso alla sfera più intima dell’altro, alla sua dimensione emotiva, al fine di ottenere risposte efficaci nell’interazione comunicativa.

Tu nella vita da che parte stai?

Dalla parte del vincente che ottiene o dalla parte del perdente che chiede?

Mi occupo di comunicazione

Mi occupo di comunicazione.

Aiuto le persone a conoscere la comunicazione e i meccanismi che la caratterizzano. Non dico niente di nuovo affermando che la comunicazione è alla base di rapporti positivi con noi stessi e con gli altri. Quando la comunicazione non funziona sorgono i problemi: piccoli, grandi, a volte purtroppo, grandissimi.

Aiuto le persone a identificare prima e ad eliminare poi le cause che impediscono il raggiungimento dei loro obiettivi di vita, sia personali, sia professionali. Comprendere i meccanismi della comunicazione consente di sprigionare le potenzialità che tutti hanno ma che a volte sono incatenate da vincoli e da pensieri negativi.

Aiuto le persone a conoscere e a comunicare con la meravigliosa intelligenza emotiva che hanno dentro, l’inconscio, la parte più vera e genuina, il più prezioso alleato per la felicità, ma anche il più terribile nemico quando “rema contro”.

Aiuto le persone a perseguire la loro felicità perché una persona felice contagia positivamente le persone con cui interagisce in ambito familiare, sentimentale, sociale e professionale ed è un generatore di energia positiva per l’ambiente che lo ospita.

Tutto questo lo realizzo in incontri individuali, incontri di gruppo, percorsi di formazione, attività di coaching e di counselling, sempre avendo ben presente il raggiungimento dell’obiettivo finale che, alla fine, è ciò che veramente conta.

 

Dipende solo da te

Ti indico una strada breve, infallibile e soprattutto unica per raggiungere il tuo benessere interiore e per migliorare la qualità della tua vita, il percorso analogico:

Ti insegnerò a comunicare con il tuo inconscio,

  • a interrogarlo per svelare i turbamenti del passato che ti boicottano nel presente
  • a scoprire cosa desidera per tornare a renderti felice,
  • a negoziare la soluzione dei problemi che, al contrario, ti rendono infelice

Il mio compito iniziale è di guidarti lungo questo percorso finché non avrai imparato ad agire da solo:

  • da quel momento  avrai per tutta la vita il tuo interlocutore d’elezione, avrai come alleata la parte più vera e più genuina di te e potrai dialogare con il tuo inconscio come non avresti mai immaginato di poter fare.
  • Pensa a quando ti rivolgi a qualcuno di importante ma poi cominci a sudare, ti mancano le parole e…
  • Pensa a quando vuoi agganciare un lui o una lei ma non ne hai il coraggio e ti prende l’angoscia, …
  • Pensa al colloquio di lavoro in cui non hai espresso il tuo potenziale e forse hai perso un’occasione unica …
  • Pensa a quando l’emozione ti ha paralizzato e non e non sei riuscita/o ad esprimenti come avresti voluto …
  • Pensa a tutte le occasioni della tua vita nelle quali una forza misteriosa ti ha messo il bastone tra le ruote e ti ha impedito di coronare esattamente il sogno a cui, in quel momento, tenevi più che a ogni altra cosa.

A proposito di felicità

Ti invito a misurare, il tuo grado di felicità e di individuare, in questo momento, che cosa la ostacola.

Ti aiuterò indicando una serie di generatori di infelicità: identifica il tuo (o i tuoi) scorrendo l’elenco che ti propongo di seguito:

Vivi relazioni problematiche in famiglia?

  • sostieni una continua conflittualità con i genitori
  • vivi rapporti problematici con il coniuge
  • hai difficoltà a comunicare con i figli

Incontri difficoltà nei rapporti con l’altro sesso?

  • cadi vittima di relazioni affettive prevaricanti
  • ti innamori sempre della persona sbagliata
  • non vivi con piena soddisfazione la tua sessualità

Non riesci ad affermarti nella tua vita professionale?

  • non trovi il lavoro che ti piace o, addirittura, non riesci a trovare lavoro
  • non riesci ad affermarti come vorresti
  • non riesci a raggiungere i tuoi obiettivi di studio o di lavoro

Provi timidezza e insicurezza nelle relazioni professionali?

  • sei deluso delle tue capacità di comunicatore e di venditore
  • provi disagio a esprimerti in pubblico
  • ti senti schiacciato da capi, colleghi e collaboratori

Vivi stati di disagio emotivo a cui non sai dare una spiegazione?

  • non riesci a dimagrire o a smettere di fumare
  • ti senti abbattuto, scoraggiato, privo di volontà, entusiasmo e determinazione
  • senti che non riesci ad esprimere tutto il tuo potenziale

Se hai trovato qualche generatore di infelicità considera che ad esso sono spesso collegate idee ricorrenti del tipo: non sono capace, non sono all’altezza, certe cose non fanno per me, è inutile provarci, non sono una persona fortunata, ciascuno nasce con un destino, ecc … affermazioni diverse nella forma ma simili nella sostanza. Sono tutti pensieri negativi che ti boicottano più di quanto tu possa immaginare!